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Cosa Vedere a Ronciglione

"…la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d'una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole".

Italo Calvino, Le città invisibili

... Se ci seguirete in questa lettura, vi porteremo alla scoperta di Ronciglione, il paese della Tuscia dai due volti: quello medievale che si sviluppa su uno sperone tufaceo e quello rinascimentale/barocco che si dispiega per le principali ed eleganti vie cittadine dell'epoca farnesiana. Un viaggio nel tempo, nelle vite di chi ha abitato il nostro borgo e di chi ci vive tuttora per riportare a galla momenti importanti della nostra storia che non devono andar perduti.
Lontanissime le origini di questo borgo che risalgono addirittura all'epoca etrusca per poi diventare un possedimento romano. Una Ronciglione ambita e in un'ottima posizione che nell'era medievale venne rifondata nel vecchio sito intorno al 1045 ad opera dei Prefetti di Vico, potente famiglia ghibellina che aveva i suoi possedimenti presso Vico e Casamala, territori distrutti dal conte Everso degli Anguillara nel 1435.
Se siete appassionati di storia medievale il vostro percorso di visita non può non iniziare partendo dal sito più antico di Ronciglione, il Borgo di Sotto.

Cosa vedere nel BORGO DI SOTTO?

  • PIAZZA DELI ANGELI: antica e suggestiva piazzetta nel cuore del borgo era il fulcro della vita ronciglionese sia nell'epoca medievale che in tempi relativamente più recenti come evocano alcuni versi della poesia Vorgo de Sotto di Silvano Boldrini (poeta locale): "Core de Ronciò, Vorgo de Sotto / 'ndove 'n cammino antico più nun sbuffa, / 'ndove cce torni e sbotta tutt'un botto / 'a voja de restacce e facce 'a muffa". Un luogo magico, dove ogni pietra, ogni angolo trasuda il passato che prepotentemente cerca di sgorgare fuori. Se osservate bene le case della piazza, riuscirete a intravedere la forma a capanna delle più antiche abitazioni fatte all'origine di legno e paglia, materiali sostituiti poi dalla muratura. Guardate bene in alto, le finestre dell'ultimo piano delle case sono più piccole rispetto a quelle sottostanti. Perché? Queste abitazioni furono soggette  alla sopraelevazione per accogliere i profughi del Castello di Vico, distrutto nel 1436 dal Conte Everso degli Anguillara. Nella piazza emergono un profferlo e un'edicola.
  • CASA DELLA VENERABILE MARIANGELA VIRGILI: la Piazza degli Angeli ospita e custodisce in un angolo quasi nascosto un elegante palazzetto a due piani caratterizzato da una finestra bifora, oggi chiusa, una finestra crociata e un bel portale di ingresso con uno stemma scolpito. Questo edificio è in realtà uno dei musei più importanti di Ronciglione, ovvero la casa-museo della venerabile Mariangela Virgili (1661-1734), terziaria carmelitana che si adoperò così tanto per il suo popolo da essere definita "madre dei poveri, degli orfani e delle vedove". "Qui, davanti a Suor Mariangela, sono passate gente di ogni sorta: dagli aristocratici ai più umili, dai ronciglionesi agli abitanti dei paesi circunvicini, dai cittadini di Roma, Napoli, Urbino ai soldati spagnoli. Li muoveva tutti il desiderio di avere da questa donna analfabeta un consiglio, un orientamento, un sollievo, una parola di conforto nelle varie necessità in cui si trovavano". (Suor Mariangela Virgili. Fatti – insegnamenti – testimonianze di Pacifico Chiricozzi) Una visita alla sua casa è senza dubbio d'obbligo, vi consigliamo però di contattare preventivamente l'Associazione Culturale Mariangela Virgili tramite telefono: (0761-627570) o via e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
  • CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA: visitata la casa, continuate il vostro percorso seguendo una via dritta che vi porterà in una piccola piazza, dove sorge la Chiesa di Santa Maria della Provvidenza risalente all'XI secolo, un tempo intitolata a Sant'Andrea. Pensate che si tratta della prima chiesa parrocchiale di Ronciglione, situata proprio a ridosso della Porta Pentama, antico accesso all'abitato. Curiosità: il campanile della chiesa è stato costruito sulla base di una vecchia torretta di guardia ed è considerato monumento nazionale! L'atmosfera che si respira all'interno ricorda altri tempi e vecchie storie. Una chiesa semplice, dal tipico stile medievale che si fa molto suggestivo ai nostri occhi. Tetto a capriate lignee, navata unica e antichi affreschi rapiranno i vostri occhi, ma noterete di certo che la parete di sinistra è sghemba, questo perché all'inizio del Settecento la chiesa subì un crollo e nel 1722 venne chiusa al pubblico. Fu solo nel 1742 che un nipote della venerabile Mariangela Virgili decise di restaurarla memore di una profezia della zia, che gli disse che scavando avrebbe trovato un tesoro. Sotto le macerie apparve l'immagine affrescata della Madonna con il Bambino che vedete alla vostra destra e ritenuta miracolosa dai ronciglionesi. Iniziò quindi a gridare "Provvidenza! Provvidenza!" facendo accorrere tutta la gente del borgo. Da quel momento si trovarono i fondi per terminare la chiesa che venne restaurata in stile barocco e chiamata Santa Maria della Provvidenza. La chiesa che vedete oggi è frutto di un successivo restauro avvenuto negli anni Cinquanta del Novecento, quando ci si pose l'obiettivo di recuperare l'aspetto originario.
  • PIAZZA DELL PROVVIDENZA E VALLATA DEL RIO VICANO: proprio fuori dalla chiesa concedetevi un attimo di pausa per godervi il bellissimo panorama che dà sulla vallata del Rio Vicano, luogo in cui, grazie all'abbondanza delle acque, si sviluppò l'industria manifatturiera di Ronciglione già dal Quattrocento per poi esplodere durante l'epoca farnesiana. Ferriere, ramiere, cartiere, tipografie, pastifici, concerie puntellavano la valle, dove oggi in lontananza spicca il Ponte di ferro. Ad arcata unica fu realizzato nel 1928 dalle Officine Savigliano con lo stesso metodo con cui è stata costruita la Torre Eiffel, ovvero con le varie parti incernierate tra loro secondo una schema isostatico basato sulla natura cedevole del terreno. Dopo la chiusura della tratta ferroviaria, la stazione di Ronciglione e il ponte sono spesso diventati suggestivi set cinematografici!

Da questo punto salite per la stretta via che si apre davanti alla chiesa per raggiungere il Borgo di Sopra.

BORGO DI SOPRA: rappresenta la parte "più recente" della Ronciglione medievale che si  sviluppò in seguito a un notevole incremento demografico che conobbe il borgo. Appena finita la breve salita noterete subito che presenta un impianto urbanistico particolare: un'unica via dritta ai lati della quale si aprono perpendicolarmente vicoletti numerati che conducono a deliziose piazzette ancora oggi popolate dai turisti e dagli abitanti del borgo, tenaci custodi di antiche memorie e storie.

S'AGGIRA MEMORIA
(di Bruno Fiata, poeta locale)

Nei vicoli dei borghi mesti e solitari
silente s'aggira la memoria
quando la sera al tramontar del sole
gli uomini ritornano dai campi

Parlano stanchi di sogni e di speranze
a volte con l'accenno d'un sorriso
(l'inchino d'uso al padrone
che col calesse passa)

Nell'aria profumo diffuso di minestra
dalla casa misera ma ricca
del lavoratore

Il poco percepito e il tanto dato
tesoro da tenere custodito
come questo tempo dei ricordi

Perché non c'è mattino senza sera
E la sera non viene
se al giorno
sottraggono il mattino.

Cosa vedere nel Borgo di Sopra?

  • Giardino del Borgo: piccolo giardino comunale che fa da raccordo tra il Borgo di Sotto e il Borgo di Sopra e che sorge in quell'area che viene definita dai locali "'e case sbracate": proprio qui sorgevano un tempo le case più antiche del borgo che crollarono agli inizi del Novecento. Se vi affacciate godrete di una meravigliosa vista che dà sul Borgo di Sotto e sulla Ronciglione rinascimentale/barocca.
  • Palazzo comunale: salendo sulla sinistra si incontrerà un palazzo che emerge per la sua mole. Questo fu la prima sede comunale e presenta elementi di pregio nel portale e nelle finestre: prestate attenzione ai gigli e agli unicorni che ancora oggi si intravedono, benché usurati dal tempo, e che richiamano il florido periodo farnesiano.
  • Piazzetta Campo de' Fiori: poco oltre il palazzo comunale seguendo uno dei vicoletti che si aprono sulla sinistra si raggiungerà questa piazzetta che merita assolutamente una deviazione. Sembrerà di entrare in un giardino fiorito d'altri tempi dove tutto è colorato e ben tenuto: fiori e piante vengono costantemente curati dagli abitanti del borgo, fieri di mantenere vivo un angolo così caratteristico, tanto apprezzato dai turisti. Non perdete assolutamente il belvedere che si apre dietro la piazzetta!
  • Chiesa di Sant'Andrea: riprendete la via principale, dove poco oltre svetterà l'antica collegiata dei santi Pietro e Caterina, realizzata in stile gotico ed eretta sull'antica pieve di San Leonardo nel XII secolo. Venne realizzata perché la più antica chiesa della Provvidenza non poteva più contenere l'alto numero dei fedeli. La facciata e il campanile vennero fatti restaurare nel 1436 da Mastro Galasto per volere del conte Everso degli Anguillara. Sulla facciata emergono un'iscrizione marmorea che documenta l'anno di costruzione del campanile e lo stemma degli Anguillara: due anguille incrociate. Il campanile in stile romanico ha 4 piani dove si alternano monofore, bifore, trifore e un tettino di copertura ortogonale. Con la costruzione del nuovo Duomo e a causa di scelte politiche sbagliate, questa antica e importante chiesa venne lentamente abbandonata. Della sua antica importanza rimangono a testimonianza solo l'imponente facciata e ruderi di colonne e capitelli.
  • Palazzetto del Poeta e del Guerriero: situato proprio davanti alla Chiesa di Sant'Andrea è un elegante palazzetto fatto costruire dal conte Everso degli Anguillara nel 1451. Fu la sede della prima scuola di grammatica di Ronciglione. Curiosità: il guerriero raffigurato è il conte stesso, mentre il poeta è Dante Alighieri!
  • Castello della Rovere ("I Torrioni"): eretto nell'alto Medioevo dai Prefetti di Vico a guardia dell'unico accesso naturale alla città, passò successivamente ai conti degli Anguillara. Nel XV secolo fu ristrutturato per volere di papa Sisto IV della Rovere (1475-1480) che fece aggiungere le quattro torri laterali e un mastio centrale che diedero al castello l'attuale aspetto e il popolare nome "I Torrioni". Divenne poi proprietà della famiglia Farnese, mentre nella metà del secolo XVI tornò alla Santa Sede che un secolo più tardi lo consegnò a Girolamo Marè, nobile genovese che lo depredò lasciandolo poi in stato di completo abbandono. Recentemente il castello è stato restaurato dalla famiglia Stirpe, che lo ha reso una cornice ideale per organizzare eventi, feste private, ricevimenti e riunioni di lavoro.
  • Oratorio delle Maestre Pie Venerini e Chiesa di Santa Maria del Fiore: luogo questo conosciuto e amato dalla maggior parte dei ronciglionesi che ha trascorso qui i primi anni della propria infanzia. Ma facciamo un passo indietro nel tempo: la Confraternita della Disciplina, arrivata a Ronciglione, apre il primo ospedale del paese. Una confraternita molto particolare che si definì laica: un ente con finalità religiose ma non sotto l'amministrazione ecclesiastica. I disciplinati erano soliti praticare l'autoflagellazione a sangue, rito che viene ricordato da un'incisione sulla finestra: una frusta con la quale si percuotevano fino a versare copioso sangue. Una pratica che richiedeva, quindi, un luogo più appartato rispetto alla chiesa principale e attraverso la quale miravano all'espiazione delle colpe e all'unione con Dio. Ecco dunque che il conte Everso degli Anguillara dona alla compagnia la chiesa di Santa Maria del Fiore, annessa all'edificio in cui fondarono il loro ospedale (1460-1494, anno in cui venne spostato fuori le mura cittadine). Nel 1467 i confratelli decisero di ingrandire la struttura e chiesero a Paolo II di concedere le indulgenze a tutti coloro che avessero contribuito con lasciti, offerte e donazioni. Nel giro di un solo anno la costruzione fu completata. Altro anno importantissimo per questo complesso è il 1706, quando arrivano a Ronciglione le maestre Pie Venerini, su intuizione di Mariangela Virgili e don Ostilio Ricciotti, che proprio nell'edificio del vecchio ospedale fondano la loro scuola femminile, provvedendo così all'educazione e istruzione delle ragazze del popolo messe finora in secondo piano. Si insegnavano loro i lavori domestici, cucito, ricamo, economia, a leggere, a scrivere e a far di conto. Soprattutto la lettura era considerata "pane per l'anima". Il loro metodo era lavoro e preghiera. Due suore di Viterbo fondarono questo oratorio, tuttora in attività.

Se invece di aggirarvi per vicoletti e piazzette, preferite passeggiare in ampie e luminose strade e fermarvi in grandi piazze fatte di negozi, bar e splendide fontane, non dovete assolutamente perdervi la parte rinascimentale e barocca caratterizzata da eleganti palazzi con pregiati stucchi e stemmi dalle cui finestre si intravedono pareti affrescate e antichi soffitti a cassettoni. Una zona che richiama alla memoria un periodo straordinario per Ronciglione, che conobbe una vera e propria svolta con l'arrivo della famiglia Farnese: era il 1537, quando papa Paolo III sancì la nascita del Ducato di Castro e Ronciglione, fondato per il figlio Pierluigi, dando così inizio a un'epoca di grande sviluppo urbanistico, economico e culturale, che proseguì anche dopo il 1649, anno in cui papa Innocenzo X fece radere al suo Castro, decretando la fine del Ducato di Castro e Ronciglione. Questo periodo di benessere e sviluppo porterà nel 1728 all'assegnazione del titolo di città da parte di Benedetto XIII.

Quali sono i principali punti di interesse della zona rinascimentale/barocca?
"Per capire le piazze occorre frequentarle. E per frequentarle, non bisogna avere fretta. Le piazze raccontano, infatti, ma bisogna lasciargli il tempo di parlare".
(Beppe Severgnini)
Sicuramente la piazza è da sempre il luogo privilegiato di incontro: in piazza si parla, si discute di politica, di moda, di attualità, ci si aggiorna sulle novità del paese e spesso anche sui vari pettegolezzi. Ronciglione ha due piazze principali che accolgono il turista in tutta la loro bellezza e che se le osservate bene vi raccontano o fanno intuire il loro passato: Piazza Vittorio Emanuele II (Piazza della Nave) e Piazza Principe Umberto I (Piazza del Comune), proprio in quest'ultima sorgono monumenti importanti.

  • PALAZZO COMUNALE: centro della vita politica e amministrativa del paese, questo elegante edificio è caratterizzato da un bel bugnato che adorna il portale d'ingresso e le fiancate. Venne commissionato dalla comunità di Ronciglione nel 1498 e terminato nel 1552. Fu sede del Consiglio della Città e del Capitano delle milizie per prendere poi il nome di palazzo apostolico quando subentrò l'amministrazione pontificia. Divenne sede dell'amministrazione comunale nel 1816. Sulla facciata emergono lo stemma di Ronciglione, due stemmi farnesiani, una lapide commemorativa che riguarda la visita del Principe di Napoli Vittorio Emanuele III avvenuta il 20 luglio 1890 e un'altra che ricorda le vittime del bombardamento che colpì Ronciglione il 5 giugno 1944. L'orologio risale al 1714 e venne disegnato dall'architetto Sebastiano Cipriani.
    Il municipio al suo interno custodisce altri importanti tesori tra cui un sarcofago romano che venne utilizzato per secoli come vasca della fontana delle Tre Cannelle. La sala del Consiglio Comunale ospita, invece, un dipinto a tempera del 1878, opera del pittore ronciglionese Andrea Belloli, che rappresenta Cornelia, la madre dei Gracchi, e un quadro di Alfredo Moretti che raffigura l'inaugurazione avvenuta il 10 giugno 1906 alla presenza di Vittorio Emanuele III, del monumento scultoreo a Umberto I, all'origine collocato di fronte al Duomo e dal 1933 trasferito nel giardino pubblico.
  • FONTANA GRANDE O DEGLI UNICORNI: ogni piazza rinascimentale doveva avere la sua fontana, che doveva essere il più bella e il più scenografica possibile con i suoi giochi di acqua che sbattendo sulla pietra e illuminati dal sole creavano effetti ottici e acustici da incantare l'osservatore. La Fontana Grande di Ronciglione è senza dubbio uno dei simboli principali dell'era rinascimentale. È caratterizzata da tre catini: la prima vasca contiene tutta l'acqua e da questa parte una mezza colonna rovesciata che sorregge il secondo catino dal quale fuoriescono maestosi gli unicorni, animali mitologici che andando a intingere il corno nell'acqua la liberano da ogni  impurità (l'unicorno è uno dei simboli della famiglia Farnese); nella terza vasca emergono, invece, i gigli farnesiani, altro emblema della potente famiglia. Sia i gigli che gli unicorni sono in bronzo, mentre l'intera fontana è in pietra macigno estratta dalle cave del lago di Vico. Fu realizzata per volere del cardinale Alessandro Farnese junior che affidò i lavori ad Antonio Gentili da Faenza nel 1566.
  • CHIESA DI SANTA MARIA DEL CARMINE O DEL POPOLO: proprio dietro alla Fontana Grande noterete un edificio molto particolare che colpirà la vostra attenzione. Si tratta di un'antica chiesa ormai abbandonata a se stessa alla quale si accede tramite una doppia scalinata, aggiunta nel momento in cui venne realizzata l'intera piazza. È la chiesa di Santa
    Maria del Carmine, di stile romanico, detta di Santa Maria del Popolo perché costruita con le elemosine della questua. La chiesa e l'annesso convento dei PP. Carmelitani Calzati dell'Antica Osservanza sorgono su via della Campana, nell'area in cui un tempo c'era il Borgo San Biagio. La sua costruzione risale, infatti, al 1469-1479 (prima quindi dell'arrivo dei Farnese), per essere poi ristrutturata nel 1721, come attesta una lapide posta sull'esterno.
  • DUOMO - CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO E SANTA CATERINA VERGINE E MARTIRE DI ALESSANDRIA: già il fatto che un paese come Ronciglione abbia un Duomo ci deve portare a pensare quanto questo centro fu importante e popolato nel passato, anche se la costruzione di questo edificio subì delle lungaggini e molte complicazioni. Venne costruito dalla comunità di Ronciglione che trasportò pietra su pietra per vederlo completato il prima possibile. Voluto dalle autorità del paese e dal vescovo, venne iniziato da Pietro da Cortona nel 1630-1640, ma i lavori si dovettero interrompere per motivi strutturali (la chiesa sorge su un materiale molto fragile che è il tufo), per motivi economici (la famiglia Farnese non era più così in auge come prima) e per un motivo burocratico: non si dovevano costruire cupole che potessero in qualche modo gareggiare con quella di San Pietro. I lavori vennero poi ripresi nel 1671 da Carlo Rainaldi che lo completò nel 1695. Venne consacrato nel 1726, mentre il campanile risale al 1734 su progetto di Sebastiano Cipriani.
    La facciata della chiesa presenta due ordini architettonici: ionico in basso, composito in alto. L'interno è a tre navate, quella centrale è divisa da quelle laterali per mezzo di quattro pilastri con tre arcate per parte ed è coronata in alto da una cupola di pietra capolavoro dei maestri scalpellini. 
    La chiesa è custode di importanti opere d'arte. L'altare nel transetto sinistro è dedicato al SS. Rosario, in marmi policromi con la pala settecentesca di Giuseppe Ghezzi raffigurante la Madonna del Rosario. Il transetto destro è dedicato al SS. Salvatore, ospita la tela dell'Assunzione di Francesco Trevisani (1656-1747) e un trittico quattrocentesco del pittore viterbese Gabriele Di Francesco raffigurante il san Salvatore benedicente, la Vergine e san Giovanni. All'interno del Duomo potete, inoltre, ammirare la statua lignea di san Bartolomeo, patrono di Ronciglione, ma soprattutto l'altare maggiore dedicato al SS. Sacramento, circondato da quattro figure in stucco raffiguranti i Dottori della Chiesa: da sinistra a destra sant'Agostino, san Gregorio Magno, sant'Ambrogio e san Girolamo. In una cappella laterale vi sono, invece, le ossa della venerabile Mariangela Virgili.
  • CHIESA DEL SS. ROSARIO: una tappa la merita senza dubbio questa deliziosa chiesa che si trova in una via adiacente il Duomo. Venne edificata nel 1626 come oratorio pubblico per la Confraternita del Rosario e custodisce all'interno due statue marmoree di scuola berniniana, raffiguranti un Angelo con la Veronica e un Angelo con corona di spine. Splendido il piccolo organo del barocco italiano ancora originale, il soffitto a cassettoni, la statua delle Madonna conservata nell'altare maggiore e gli importanti reperti come la bandiera della guerra di Lepanto.
  • PORTA ROMANA O DI SAN GIOVANNI: dopo aver percorso Corso Umberto I, aver fatto una sosta in Piazza della Nave, caratterizzata da maestosi palazzi di importanti famiglie ronciglionesi, percorrete via Roma fino a giungere nei pressi di Porta Romana. Da qui date un ultimo sguardo alla zona medievale, della quale potrete ammirare la particolare posizione: suggestiva la chiesa della Provvidenza che sembra nascere e fondersi dalla pietra che la sostiene! Porta Romana o di San Giovanni venne fatta costruire nel 1618  dal duca Odoardo Farnese su disegno del Vignola, ma nel corso dei secolo subì delle modifiche, la più sostanziale nel 1857, quando venne aggiunta una torretta con orologio rimossa poi durante un restauro avvenuto negli anni Cinquanta del Novecento sia per alleggerire la struttura che per ripristinare l'aspetto originale. Sempre in questa occasione si decise di aprire i due passaggi pedonali laterali dove originariamente erano presenti due vasche, oggi conservate all'entrata della chiesa di Santa Maria della Provvidenza. In prossimità di questa porta erano presenti un ospedale con una chiesetta dedicata a san Giovanni.
  • CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PACE: percorso viale Garibaldi, spicca in fondo questa chiesa  fatta costruire nel 1551, probabilmente su disegno del Vignola, per volontà del cardinale Alessandro Farnese junior. La chiesa, dalla facciata molto semplice, doveva ospitare i frati agostiniani, mentre oggi è sede della parrocchia di Sant'Andrea, qui trasferita nel 1904 dalla chiesa della Provvidenza. A navata unica e con una copertura in capriate lignee, la chiesa custodisce l'affresco quattrocentesco che raffigura la Madonna col Bambino, proveniente da un'edicola votiva voluta per sancire la pace tra Sutri e Ronciglione, e il tabernacolo in marmo bianco un tempo nell'antica Collegiata, mentre oggi conservato nella sagrestia. Il campanile, come si può evincere dall'aspetto, risale a un'epoca postuma, precisamente all'anno 1967, quando fu realizzato sulla base di un progetto dell'architetto Domenico Placidi e degli ingegneri Luciano Folli e Quirino Gandòla.
  • MONUMENTO AI CADUTI DI GUERRA: di fronte alla chiesa si innalza il monumento ai Caduti di Guerra, realizzato dallo scultore Turillo Sindoni: il basamento e le lastre commemorative sono in marmo, le statue in bronzo. Inaugurato il 18 giugno 1922 alla presenza del Principe Umberto di Savoia, riporta incisi i nomi dei soldati deceduti durante la Prima Guerra Mondiale, inoltre emergono simboli come la corona d'alloro, due teste di leone, ma soprattutto le due figure maschili, una delle quali tiene in mano una bandiera e stringe un ramo d'ulivo.

Qui termina il percorso di visita dell'intero paese, ma se avete ancora voglia di continuare la passeggiata, poco oltre la chiesa di Santa Maria della Pace troverete il delizioso Giardino Comunale adatto per grandi e per piccini.

P.S.: A breve sarà realizzata una Galleria Immagini completa dei luoghi.

Silvia Scialanca - Vice Presidente Pro Loco Ronciglione

Mission

La Pro Loco di Ronciglione (VT) iscritta all’UNPLI, può fornire alla comunità numerosi servigi ... l'identità, la salvaguardia, la promozione e soprattutto la valorizzazione del nostro patrimonio storico-culturale.
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